martedì 8 novembre 2011

Mani e ninnoli

Non vedo che una striscia del suo viso. Sta sopra di me, maneggiando gli attrezzi. Mi fissa con occhio clinico. Lo stesso sguardo che ha un idraulico che deve smontare un tubo. E' silenzioso, e io sto lì, non posso muovermi. Tra poco non potrò più nemmeno parlare, metà del mio viso è già paralizzato. Inspiro, i miei occhi scivolano dalla sua spalla al suo polso. Guardo quella striscia di carta plasticata che lo circonda, leggo la piccola scritta che c'è sopra.
"E' il braccialetto di oggi della fiera Taldeitali?"
Non so perchè lo chiedo.
"No, è quello di ieri.. Ci sei stato? Bello eh?"

Parliamo per qualche momento, prima che torni ad infilare le mani nella mia bocca, perforando, trapanando, modellando. Mi avverte che mi farà un po' male, prima di agganciare un perno d'acciaio chirurgico alla gengiva. Si, fa un po' male in effetti.

Ed è nel momento esatto in cui lui mi risponde "no è di ieri", che non riesco più a pensare che forse ci siamo già incontrati in un contesto differente. Penso solo che lui ha le dita infilate nella mia bocca, con una parvenza di impeccabile pulizia, e poi ha un braccialetto di carta allacciato al polso da due giorni. 

Fucking bacteria in my mouth

giovedì 6 ottobre 2011

Rido, fortissimamente rido

Mentre la mia faccia cade a pezzi, libera di sgretolarsi, di squamarsi, di dimostrare l'età che non ho perchè mi rifiuto di usare cremine idratanti e perdere tempo a guardarmi allo specchio ogni mattina, qualcun'altro è libero qui in Italia.
Vogliamo parlare degli ultimi eventi accaduti?
No, non mi riferisco alla morte di Steve Jobs.
No, non mi riferisco nemmeno al blocco di Nonciclopedia per la denuncia di Vasco Rossi.
Si, mi riferisco al blocco di Wikipedia a causa del DDL intercettazioni.
DDL..... In quanti sapranno che è l'acronimo di Decreto Di Legge?
Anzi, in quanti sapranno cosa vuol dire acronimo?
Ragazzi mi duole ma non potete nemmeno andare a cercarvi il significato su Wiki.
Il Wikizionario, Wikimedia Commons, Wikipedia, Wikiquotes e chi più ne Wikia ne metta.
Ma io rido.
Per quanto di giorno in giorno io abbia la sensazione che questo paese vada sempre più profondamente a fondo, in questo caso mi sganascio dalle risate.
Questo è quello che ci è rimasto ad oggi:

Il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell'enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia.
(qui il testo approvato dalla Camera dei deputati l'11 giugno 2009, poi modificato dal Senato il 10 giugno 2010; qui gli emendamenti)

Sono stati proposti degli emendamenti, ma le modifiche al disegno di legge non sono ancora state approvate in via definitiva. Non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurata l'approvazione della norma nella sua formulazione originaria, approvazione che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su Wikipedia.

Grazie a chi ha supportato la nostra iniziativa, tesa esclusivamente alla salvaguardia di un sapere libero e neutrale.
Comunicato del 4 ottobre 2011 - Rassegna stampa - Discussione
 
[tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale]
Cioè, la prima enciclopedia fu fatta nel 1700, tercento anni dopo arriviamo noi Pizza-mamma-mandolino-mafia e cosa succede? Addio all'enciclopedia online più famosa del mondo. E' tradotta in 250 lingue tra cui alcune improponibili. Per poco non è tradotta anche per il mondo di Pingu e in The Sims-ese.. E arriviamo noi.
Ma la cosa che davvero mi fa scompisciare è un'altra.
La mia generazioni di attuali (circa) ventenni si è subita la bellezza di tre riforme scolastiche, con l'ultima epica riforma Gelmini (che fa rima con neutrini, oltre che farci una figura di merda internazionale coi neutrini e le autostrade su cui dovrebbero correre).
Saranno ormai 4 anni dal momento in cui abbiamo iniziato le proteste per fermare questo scempio dell'istruzione, questa ridicolizzazione della cultura. Gli scioperi, i picchetti, le manisfestazioni, i cortei, dibattiti, striscioni, merda, cazzi, palazzi, l'onda.... Eppure c'era sempre e comunque la mandria di babbuini che lanciavano le uova gridando crumiri senza nemmeno sapere che cazzo volesse dire. E poi c'erano gli slogan che non c'etnravano un cazzo. E c'erano gli "sai cosa dice la riforma Gelmini?" "Eh... dice che... aspetta.. Ora non mi viene.." No.
No, plurima e biforcuta, saltellante ed urlante testa di cazzo. No.
C'era chi si faceva il culo studiando la legge, lottava nei consigli di istituto, diffondeva volantini, stava coi megafoni in piazza, sfilava a testa alta davanti alle squadre antisommossa,  cercava di ficcare in quelle calotte craniche di pongo sciolto al sole nozioni per fargli capire che non erano lì per saltare la scuola, ma che stavano saltando la scuola oggi per salvarla domani.

Febbraio 2010: "Si, ma ho visto che c'erano queste manifestazioni.. Germini, Gemmini.. Come si chiama? Ma che cos'è in pratica?"

E' la badilata sui miei malleoli. E' lo stinco di maiale nel culo. E' il tuo ultimo neurone che si è impiccato non sopportando più il fardello di stare nella tua testa. E' quella scorreggia che ti girovaga per il cranio e che tu chiami idea.
Decapitatemi, fatemi la ceretta, infilatemi un coltello da cucina nel naso, datemi dell'arsenico.. Ma ponete fine alla mia agonia, vi prego. Impeditemi di sentire ancora quella domanda perchè non rispondo di me. E finirò in prigione per una giusta causa.

Ma tornando al tema di oggi e Wikipedia.. Quello che mi fa scompisciare ed incazzare più o meno nello stesso tempo e con crescente intensità, è l'indignazione che il blocco di Wikipedia suscita nello studente odierno. Oh oh oh oh, miei piccoli amici... Io sono arrivato alla bellezza di 16 anni senza libero accesso a internet. E mentre tutto il paese torna all'età della pietra, Silvio gioca a fare Dio.
"Tu, donna, partorirai con dolore. Tu, uomo, lavorerai con sudore. Tu, studente, ti romperai il culo, non servirà a niente perchè saranno istruiti meglio i babbuini che in inghilterra usano come cavie, ti verranno tolti i fondi, gli spazi, le opportunità, i docenti, le materie, il tempo, il tuo obbligo di vegetare su un banco arriverà a quindici anni poi potrai andare a fanculo. Se sei femmina e gnocca a dare via il culo, qui, con me. Vi ringraziamo per aver scelto il Popolo Delle Libertà."

Quello che sul serio mi farebbe rischiare un infarto dalle risate, sarebbe questo: di tutta quella massa informa di materia semiorganica che non si è mai presa il disturbo di capire che cazzo gli stesse succedendo intorno agli inizi dei movimenti contro alla riforma, quanti sono ancora a scuola/università? Oh, si... parecchi. E ci sono tutti quelli nuovi, carne fresca. Mettiamo il caso che tutta questa gente che non sa, non saprà, non sapeva, non gli interessava, non ha mai saputo e non saprà mai.. Che tutta questa gente, dicevo, scenda sulla pubblica piazza ed animi le genti, risvegli la sommossa per difendere Wikipedia, perchè sarebbero costretti a fare ricerche mooolto più impegnative. Perdere tempo sui siti alternativi. Andare in BIBLIOTECA (Oh God). Rompersi il culo.
Mi scorre un brivido sottopelle al solo pensiero che potrebbe esserci un sollevamento per questo, e non per il resto.
Che schifo.

mercoledì 5 ottobre 2011

Wokkamelo

Campeggio abbandonato da vent'anni.
Struttura fatiscente.
Gruppo di amici che va a passare una notte lì con le tende, due coppe e il quinto incomodo un po' nerd.
Una delle ragazze è un po' silenziosa, è quella empatica, quella che "noi non scopiamo, noi facciamo l'ammmòrre".
La suddetta, sussurra al tipo, mentre sono tutti e cinque intorno al fuoco: Parliamo?
Il che prevede un allontanamento da gruppo per girovagare al buio nelle frasche, il non scopare nè fare l'ammmòre e soprattutto il venire sistematicamente rincorsi da maniaci omicidi, perchè Pacciani a noi non c'ha insegnato un cazzo.
Quindi, ragazzo, se a Christal Lake o in qualsiasi altro posto simile la tua tipa sensibile, che ha le zone erogene soprattutto in punti che non comportano il togliersi i vestiti, ti chiede di andare in mezzo al nulla a parlare, tu puoi fare solo una cosa.
Pow, ceppo di legno in testa, tramortita te la porti in tenda, la scopi fino a ridurti le nespole a due noccioline, quando si sveglia le dici che quel bernoccolo glie lo ha fatto uno scoiattolo dell'idroscalo, e che tu l'hai salvata.

Come se non bastasse, in questo banale e scontato film (in cui recitano perle come il protagonista di The sentinel [che se non sapete cosa sia non vi preoccupate]) viene utilizzata una delle armi più epiche della storia delle armi epiche. Ammetto che subisco un certo fascino dall'utilizzo di qualsiasi cosa come oggetto di offesa.. Dai cacciavite ai punteruoli, dai pennelli alle forchette, dalle macchine del caffè alle sedie. Eppure, ci sono cose che anche io stento ad immaginare.
Ammetto che il wok non mi sarebbe venuto in mente. Piuttosto, il friggi zanzare.

giovedì 29 settembre 2011

People

Le persone. Fondamentalmente stupidi animali egoisti ed egocentrici, anche se si riempiono la bocca di belle parole o di preziosi significati. Per esempio.. Poniamo il caso che tu sia una persona un pochettino fuori dagli schemi più comuni (si, io penso che la gente risponda a delle categorie per la maggior parte dei casi).
Resta il fatto che tu non appartieni a nessun sottogruppo "standard", ma si instaurano quei soliti meccanismi di sempre per cui arriva qualche sapiente che si sente in dovere di sviluppare un rapporto con te. O perchè sei stato il suo miglior psicologo gratis del momento, o perchè non accettano il fatto che tu non sia un libro aperto con tutti, o perchè non accettano il fatto che no, non sei un duro con il cuore tenero, è che proprio sei circondato da esserini che consideri qualcosa come cavie da laboratorio
Così un sacco di gente ti riempie di domande per fingere di instaurare un rapporto palesemente finto dall'inizio della storia, prima categoria, che per quanto mi riguarda è eliminata a prescindere, croce sopra.
Poi ci sono persone che cercano di osservarti, ti fanno qualche domanda e ti studiano così evidentemente che.. Sapete il classico (si fa per dire) tipo che va a pedinare qualcuno di notte vestito catarifrangente dalla testa ai piedi che suona delle trombette? Ecco. E' un insulto alla mia intelligenza anche solo farlo illudere che sta riuscendo nel suo operato.
Buona parte parte delle persone appartengono alle prime due categorie..
Poi c'è il terzo gruppo, quello epico, in cui si ritrova la maggior parte della popolazione planetaria: gente a cui non glie ne frega un cazzo, ma siccome hanno lo smodato bisogno di spiattellare i cazzi propri al mondo, poi si sentono in dovere (e ci provano gusto) a sentire i cazzi altrui. E non è che ascoltano.. Loro pretendono con arroganza di arroccarsi il diritto di darti consigli assolutamente fuori luogo, perchè partono dal loro punto di vista e non si schiodano da quel centimetro nemmeno se gli dimostri che sono in piedi su un uovo unto. E con quella loro aria fintamente impregnata di esperienza, con quel loro fissarti ed annuire come se sul serio avessero una minima idea di quello di cui stai parlando, sono un ottimo esempio di fauna.
Si, esatto, fauna. Sono caratteristici, come quando un turista americano viene in italia e ci considera villici caratteristici, simpatici e casinisti che bevono e mangiano.. Ecco, io villico intrattabile osservo queste persione, che mi si scompongono davanti. Attenzione, non ho detto decompongono, ho detto scompongono. E' come se parola per parola, con quei piccoli ma percettibili movimenti dei loro muscoli facciali mi stessero comunicando tutto quello che le loro boccucce non dicono. Altro che Lie tu Me, mi fa una sega Lie to Me a me. Li/le (soprattutto le) fisso, popolo dalla dubbia espressività e dalle sporadiche connessioni neuronali. Loro, carne da frasi fatte e citazioni diffuse ed abusate che nemmeno capiscono. Quelli là, contenitori di banalità messe insieme alla meno peggio, succhiatori di parole egocentrici e perbenisti, finti ribelli e finti libertini. Vi odio, vi odio più o meno tutti... Però non siete propriamente inutili. Mi diverto abbastanza con voi, a volte. Non è che siate propriamente iposviluppati, è che siete scontati e potenzialmente assuefatti alla manipolazione in un modo tale che.. Dio, è fin troppo facile -risata perfetta-.


mercoledì 21 settembre 2011

Sbattere e montare

Che poi alle volte mi vengono degli attacchi assurdi in cui non so proprio cosa mi prende.
E allora mi infilo in cucina, inizio a rovistare tra gli scaffali, cerco ingredienti e inizio a cucinare.
Così il primo giorno faccio le tigelle, il secondo giorno tento con le zeppole, che non vengono. Soltanto che mi è avanzato un sacco di albume, e come si può usare l'albume? Si usa per fare una delle cose più difficile da fare che possano venire in mente. Le meringhe. Che non mi sono mai venute.
Così, dicevo, le zeppole sembrano testicoli di gatto bruciacchiati, non sono lievitate per niente e le abbandono in una cofana. Ma ho finito lo zucchero a velo.
Prendo il mortaio, e inizio a pestare lo zucchero. Me ne servono due etti.
E pesto, pesto, pesto.
Pestare è faticoso.
Poi inizio a sbattere gli albumi.
Prima pesti e poi sbatti, unisci metà dello zucchero e monti.
E monti, e monti e monti, e senti le tue braccia che dopo un po' ti chiedono "Ma hai intenzione di continuare ancora per molto?"
E tu gli rispondi di si, che è proprio quello che ti serve.
E monti, e monti, e monti. Finchè non è una spuma a cui devi accorpare il resto dello zucchero che hai pestato.
Ti tremano così tanto le braccia che basta che tu stia fermo con un mestolo dentro alla cofana, sembra che si mescoli tutto da sè.
Poi prendi la siringa per dolci, zeppi il composto dentro e inizi a sparpagliare mucchietti a caso sulla teglia coperta dalla carta da forno. Tante graziose cacche bianche che ti guardano.
Inizi a cantare la sigla del dottor Slump e metti in forno.
E aspetti.
Aspetti, aspetti, aspetti, aspetti, ti rompi le palle e aspetti.
Decidi di farti una doccia, non appena ti insaponi i capelli squilla il telefono.
"Sono al semaforo, ho fatto un po' di spesa, mi serve una mano."
"E io sono nudo, sotto la doccia e pensavo foste ancora a Firenze. Mi servono cinque minuti, se mi avessi avvisato mi sarei fatto trovare pronto."
Così adesso ho voglia di tagliarmi i capelli.
Cosa c'entra? Niente.
Non sempre serve un filo conduttore alle cose. A volte basta un filo, altre volte serve di rame, perchè il rame è un conduttore. Dopo questa battuta accetto gli sputi in faccia, me lo merito.

venerdì 9 settembre 2011

Everybody scream

Mi si accumulano Bozze che probabilmente non concluderò. Ma non tiro fuori niente di completo e nuovo.
Potrei parlarvi di Otello, di Amleto, della melanconia.
Ma che palle.
No.
Ci riprovo più avanti.
Adesso ho sonno e sto ascoltando Marilyn Manson da tutto il giorno.
Andrò a letto..
Chissà, magari sognerò di nuovo di sputare in faccia a qualcuno che mi ha fatto arrabbiare.
Ps. si, l'ho sognato davvero. Uccido anche nei miei sogni, sempre gente che mi rompe i coglioni.

Questa cover è fantastica..

sabato 20 agosto 2011

Telescopico

Un pacchetto di GranCereale Croccante, verde, appoggiato vicino. Così vicino che posso toccarlo. Ma non sono i biscotti che voglio adesso. Non sono nemmeno parole di conforto, oppure un abbraccio.
E' qualcosa che è lontano da me, che non posso raggiungere allungando il braccio, per quanto mi sforzi.
Il maledetto astuccio è sul tavolo, a due metri da me. Ed io non ho il braccio lungo due metri. Maledetta evoluzione.

Lui

"Che fai?" Chiese lei.
"Invento storie." Rispose lui.
"E perchè piangi?" Insistè lei.
"Perchè sono mie. Le amo, ci credo davvero." Fece spallucce lui.
"Ma sono solo storie.." Lei sembrava perplessa.
"Lo so." Lui sembrava sicurissimo.